Procedendo a rilento per i motivi che ho scritto qui sotto, vedo che non ho ancora inserito tre delle quattro finaliste del Campiello di quest’anno. Faccio ammenda e prometto di procedere quanto prima a cercare qualcosa delle loro voci in rete. Perchè, fra i criteri espliciti o meno di questo elenco, c’è appunto quello che riguarda la capacità delle donne che scrivono pubblicando libri di parlare in prima persona attraverso internet, capacità che non è da tutte (ma anche da tutti), visto che molte di quelle che ho già inserito sono identificate da link che parlano di oppure a loro, ma di siti tenuti da altri.
Bon.
Il Campiello 2008, dicevo. Quello, molto triste, delle quote rosa.
A questo proposito non posso non segnalare l’illuminante esperienza di lettura descritta da Gabrilù nel suo post in Non soloproust.
Altro riferimento. Accapo.
Nel Domenicale del Sole24ore di ieri, ci stanno due paginoni su Questioni di genere. E ci sta un articoletto di Melania Mazzucco intitolato La “differenza” la fa il mercato.
Mi sembra ellittico e un po’ sghembo, il che non è di per sè, un difetto. Ma il punto è che dice e non dice, accenna, allude e poi devia e svia. Mi sembra che alcuni passi andrebbero approfonditi:
“L’aggettivo ‘femminile’: tanto ossequiato in società – assume in letteratura una connotazione negativa. Diventa sinonimo di evasivo, consolatorio, zuccheroso. E tale è ancora adesso. E’ vero che esiste ‘il libro per signora’: ha caratteristiche tipiche, che non starò qui a descrivere. Ma esiste anche il ‘libro da uomo’: altrettanto stereotipato e banale, e nessuno lo fa notare, anzi, viene spesso contrabbandato per letteratura di qualità. L’aggettivo ‘maschile’ non viene mai evocato.
Il fatto è che il genere influenza anche la lettura. Per lo più uomini e donne non leggono gli stessi libri. Sarebbe ora di affermare una verità molto semplice, che non ha a che fare col genere, ma col mercato.”
Ed è a questo punto che la Mazzucco si incarta a parlare di letteratura artigianato e letteratura di serie andando banalmente fuori tema rispetto a questa sbandierata “verità molto semplice” .
Una mia amica molto prof delle medie sta leggendo Vita della Mazzucco. Dice che le sta piacendo molto. Io non l’ho letta. Boh.
Pubblicato da caracaterina
Pubblicato da caracaterina
Pubblicato da caracaterina